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Anomalocaris
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top
L'mwbaanomalocaride (gen. mwbqmwbgAnomalocaris) è un mwbwanimale estinto simile agli mwcaartropodi, vissuto tra il mwcqCambriano inferiore e il mwcgCambriano medio (tra 530 e 505 milioni di anni fa). I suoi resti sono stati scoperti principalmente nel ben noto giacimento di mwcwBurgess Shale (mwdaCanada) e in quello di mwdqMaotianshan (mwdgCina), ma altri fossili sono stati rinvenuti in mwdwUtah, mweaAustralia e mweqGroenlandia.
Contents
• Note
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Descrizione
Le dimensioni di questo animale erano notevoli, soprattutto in relazione a quelle degli organismi coevi: con una lunghezza di circa sessanta centimetri, l'anomalocaride rappresentava uno dei più grandi animali del Cambriano. La mwfqtesta era dotata di due occhi bulbosi posti su peduncoli, probabilmente rivolti in avanti, ma la caratteristica più notevole del capo era il complesso apparato mwfgboccale, formato da due differenti strutture: una sorta di bocca radiata e due appendici allungate e articolate, fornite di spine, poste proprio di fronte alla bocca.
Il mwgacorpo era allungato e fornito di undici paia di lobi che in parte si sovrapponevano. Questi lobi, forse, erano molli e permettevano all'animale di spostarsi attraverso l'acqua tramite un movimento ondulatorio, simile a quello delle attuali razze. Sembra che gli ultimi segmenti fossero rivolti all'insù, a formare una coda stabilizzatrice simile a quella dell'altrettanto enigmatico mwgqmwggOpabinia.
Storia delle scoperte
La scoperta dellmwhq'mwhgAnomalocaris e il suo riconoscimento hanno una storia lunghissima e particolarmente complicata. A causa della decomposizione post-mortem, spesso i resti fossili sono incompleti, tanto che diverse parti di questo animale ricevettero inizialmente nomi scientifici diversi, essendo ritenuti organismi differenti tra loro.
I primi fossili vennero scoperti da Whiteaves nel mwjq1892, all'interno degli strati a trilobiti mwjgOgygopsis, tipici del Cambriano canadese. L'unico resto rinvenuto fu l'appendice boccale, che venne scambiata per la parte posteriore di un mwjwcrostaceo simile ai gamberi (da qui il nome mwkamwkqAnomalocaris canadensis, che significa “strano gambero del Canada”). Negli anni ‘10 mwkgCharles Doolittle Walcott, quando rinvenne resti analoghi a Burgess Shales, accettò quest'interpretazione. Lo stesso Walcott rinvenne anche strutture circolari radiate, simili a fette d'ananas, che interpretò come meduse e diede loro il nome di mwkwmwlaPeytoia nathorsti. Un misterioso fossile dalle forme non ben definite, denominato mwlqmwlgLaggania cambria, era stato nel frattempo rinvenuto negli stessi strati e attribuito erroneamente agli mwlwechinodermi mwmaoloturoidei. Walcott, infine, rinvenne una strana struttura, che riconobbe subito come un'appendice predatoria; lo studioso, però, la accostò all'animale sbagliato, l'artropodo mwmqmwmgSidneyia. Per molto tempo questi fossili vennero dimenticati o ricostruiti erroneamente.
Fu solo con la revisione dei fossili di Burgess operata da Harry Whittington e colleghi nel corso degli anni '70 che la verità incominciò ad emergere. Nel mwog1978 Simon Conway Morris studiò il corpo del presunto oloturoide e, sezionandolo, trovò a un'estremità un esemplare di mwpaPeytoia. Morris pensò erroneamente che il fossile fosse il risultato di due animali conservatisi insieme per puro caso. Un anno dopo fu mwpqDerek Briggs a riconoscere nel “gambero” mwpgAnomalocaris un'appendice di un essere ben più grande; lo stesso Briggs si rese conto che la misteriosa appendice della mwpwSidneyia (da lui chiamata “appendice F”) era simile per struttura e forse apparteneva allo stesso animale. Il mistero fu svelato definitivamente nel mwqa1981, quando Harry Whittington si occupò di un fossile virtualmente amorfo, scoperto qualche tempo prima ma rimasto dimenticato in un cassetto. Sezionando questo grande fossile, Whittington si trovò di fronte a due esemplari di “gamberi” mwqqAnomalocaris in posizione frontale, tra i quali vi era una mwqgPeytoia. L'enigma era risolto: il “gambero” e la “medusa” erano in realtà parte di un apparato boccale di un solo animale, il più grande predatore del Cambriano. Il fossile denominato mwqwLaggania, invece, risultò essere un animale assai simile ma più piccolo, il cui apparato boccale era costituito dall'“appendice F”.
Successivamente vennero alla luce altri fossili di mwrqAnomalocaris, che permisero di ricostruire meglio l'aspetto dell'animale. In particolare nel giacimento di Maotianshan, in Cina, è stata rinvenuta una specie (mwrgmwrwAnomalocaris saron) dotata di due segmenti caudali (cerci) allungatissimi. Walcott, inoltre, descrisse anche un proto-crostaceo che denominò mwsamwsqHurdia victoria; questo animale, in realtà, risultò essere affine ad Anomalocaris solo in seguito a una ridescrizione, avvenuta nel mwsg2009.
Classificazione
Benché simile superficialmente a un artropode, lmwuq'mwugAnomalocaris non può essere considerato appartenente a questo mwuwphylum a causa di molteplici differenze nella struttura del corpo: molto probabilmente era sprovvisto di arti biramati. La recente scoperta di animali affini (mwvamwvqAmplectobelua, mwvgmwvwKerygmachela, mwwamwwqPambdelurion) ha permesso di riconoscere un gruppo di animali tipici del Cambriano, i mwwgDinocarida, dotati di un ampio apparato boccale; una forma forse affine era mwwwmwxaOpabinia, proveniente dai mwxqgiacimenti fossiliferi di Burgess.
Alcuni studiosi ritengono che questi dinocaridi siano a tutti gli effetti da considerare come parte dello mwxwmwyastem group degli mwyqartropodi (mwygStem Arthropoda).cite-ref-budd1996-1-0[1]cite-ref-brysse2008-2-0[2]
Stile di vita
L'anomalocaride rappresenta sicuramente uno dei più grandi predatori del suo periodo, e la sua lunghezza poteva sfiorare il metro. Il complicato apparato boccale rappresenta qualcosa di unico a livello morfologico: le due grandi appendici spinose erano in grado di catturare le prede, che venivano poi portate verso la bocca vera e propria. Questa, costituita da una serie di placche circolari, rimaneva sempre aperta ma agiva come una sorta di schiaccianoci. Uno studio di Loren Babcock ha mostrato che molte delle ferite rinvenute sul corpo dei fossili di mwbqtrilobiti del Cambriano combaciano perfettamente con il meccanismo predatorio dell'mwbgAnomalocaris. È interessante notare che almeno il 70% delle ferite inferte ai trilobiti sono sul lato destro dell'animale; sembrerebbe un caso tipico di mwbwasimmetria comportamentale, riscontrabile anche in molti predatori odierni. Questo fenomeno deriva da un mwcasistema nervoso lateralizzato, e indica che probabilmente un sistema di questo tipo era già presente nel periodo Cambriano.
Nella cultura di massa
• Nel documentario mwdamwdqL'impero dei mostri, gli mwdgAnomalocaris sono rappresentati in combattimento tra di loro, mentre mangiano trilobiti o, feriti, mentre vengono infastiditi dagli mwdwmweaHaikouichthys.
• Anche il mwfqDigimon Scorpiomon è basato sull'Anomalocaris (non a caso il suo nome originale giapponese è Anomalocarimon).
• Nell'episodio 99 della serie animata giapponese mwfwmwgaKeroro Gunsō, Fuyuki aiuta a riunire un piccolo Anomalocaris disperso con la sua famiglia.
• Nel videogioco mwggmwgwMy Sims per mwhaNintendo DS, è possibile pescare un mwhqAnomalocaris.
• Nel gioco da tavolo mwhwmwiaYu-Gi-Oh! come "boss monster" nel mazzo paleozoico.
• Nel manga mwigmwiwL'Attacco dei Giganti è presente in diverse tavole un animale primordiale assimilabile allmwja'mwjqAnomalocaris.
Note
cite-note-brysse2008-22. ↑ mwow(mwpamwpqEN) Brysse K., mwpgmwpwFrom weird wonders to stem lineages: the second reclassification of the Burgess Shale fauna, in mwqaStudies in History and Philosophy of Science Part C: Biological and Biomedical Sciences, vol.mwqq 39, n.mwqg 3, 2008, pp.mwqw 298-313, mwraDOI:mwrq10.1016/j.shpsc.2008.06.004.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwsg(EN) Genus: Anomalocaris canadensis (proto-arthropod) (PDF), su gk12.asu.edu (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2006).
• mwta(EN) Anomalocaris, su members.tripod.com.
• mwtg(EN) The Anomalocaris Homepage, su trilobites.info.
• mwua(FR) Video, su dinosoria.com (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2007).
• mwug"Il più grande predatore marino del Cambriano", articolo su "Le Scienze", su lescienze.espresso.repubblica.it.